Notte della Taranta feat. Stewart Copeland

Ieri sera ho assistito ad uno dei concerti più belli degli ultimi tempi: “La Notte della Taranta feat. Stewart Copeland” al Milano Jazzin Festival. Un emozione unica dove la pizzica salentina si fondeva perfettamente con i linguaggi musicali del rock, jazz, world music, sinfonica. La Notte della Taranta, in realtà, è un festival di musica popolare salentina che si svolge in vari comuni della Grecìa Salentina e si conclude con il concertone finale di Melpignano che dura fino a tarda notte, alla presenza di decine di migliaia di spettatori. Stewart Copeland, batterista dei Police e importante autore di colonne sonore, fu chiamato come ospite nella serata finale del festival del 2003. Poteva essere soltanto un episodio della sua lunga carriera di musicista ma Copeland ci ha messo poco ad innamorarsi del Salento e della sua musica, tanto da voler proseguire quell’esperienza. Così oggi eccolo in giro per capitali europee e città italiane con uno spettacolo mozzafiato di nuovo insieme ai suoi straordinari compagni di viaggio tra cui Vittorio Cosma, direttore del progetto.

notte della taranta

A fine concerto Stewart Copeland ha lanciato le bacchete dal palco e per grazia ricevuta sono riuscito a prenderne una, strausata e firmata! Ora mi ritrovo con in mano un pezzo di storia! Fantastico avere accanto a me la bacchetta del batterista dei Police!

E lu Santu Paulu meu de le tarante
ca pizzichi le caruse e le fai Sante

Ballata

Ballerò sopra i tuoi occhi
come un falco ammaestrato
sarò poeta sarò brigante
ma non sarò mai soldato!

pace

Scriverò lettere d’amore
sulle palle dei cannoni
sarò poeta sarò brigante
ma non sarò mai soldato!

(Iluf – Ballata)

Nostalgia…

La voglia di donare a questi bimbi un altro sorriso è sempre più forte!
Quanta nostalgia della terra africana! 

simooo

Predicate il Vangelo,
e se è proprio necessario usate anche le parole!
(San Francesco)

Chimay

Dopo la recensione della birra St. Bernardus volevo postarvi qualche informazione sulla birra trappista Chimay (assaggiata recentemente) e collegarmi a ciò che sono i monaci trappisti.

La Chimay è una birra trappista belga di Vallonia, prodotta dall’Abbazia di Notre-Dame de Scourmont a Chimay. È una delle sette birre autorizzate a sfoggiare il logo esagonale “Authentic trappist product, garantendo che il prodotto è fabbricato nell’ambito di un’abbazia trappista, sotto il controllo dei monaci, e che una parte dei redditi della sua commercializzazione è dedicata a scopi benefici. La birra Chimay non è filtrata e non è pastorizzata ed è prodotta in diverse varianti; quella che ho assaggiato io è la Bleue: una birra bruna, di un bel colore granato con rilessi color rame, rifermentata in bottiglia. La schiuma è abbondante, formata da bolle fini, persistente e aderente, di color nocciola chiaro. Sentori olfattivi fruttati e complessi. Gusto orientato sui frutti, cioccolato, fiori freschi. La frizzantenza è abbastanza alta e il retrogusto è dato da un amaro abbastanza percettibile e da note vinose e di mandorle.

Chimay

Ora vorrei far luce su i produttori di questa birra: i Trappisti. È un ordine monastico che segue la regola benedettina. “Abbiamo lasciato tutto per unirci al Tutto”, è un aforisma che ricalca a pieno questa scelta di vita monastica. L’ordine segue la regola della clausura: ognuno ha un proprio compito specifico all’interno del monastero, sia nella vita quotidiana che durante la liturgia. Ogni tre anni poi i compiti vengono fatti girare per mantenere un senso di umiltà tra la comunità. Ogni monaco ha una propria cella dove si ritira per dormire e pregare in solitudine. E’ la preghiera, quindi a scandire i tempi della giornata nella vita in monastero. I monaci dormono sei ore, coricandosi alle 20 ed alzandosi alle 3 del mattino. Dopo essersi lavati vanno a lavorare nei campi per sei ore, dopo di che pregano e studiano per altre dodici ore. Sono tenuti all’assoluto silenzio come via di meditazione esistenziale: solo l’abate, il priore e l’economo possono parlare, ma unicamente in casi eccezionali e tenendo il volto basso e seminascosto dal cappuccio. Il loro cibo, scarso e frugale, è costituito da pane, verdura, frutta e legumi. Ogni giorno si preparano la fossa nel cimitero interno del loro monastero – scostando una manciata di terra – e si salutano con la frase “Fratello, ricordati che devi morire”. Essi infatti raggiungono la massima felicità terrena al momento della morte quando, attorno al moribondo, i confratelli intonano canti ed inni di gaudio. Dopo i riti funebri vengono sepolti senza cassa, calando il cappuccio sul viso.

trappisti

St. Bernardus Abt 12

Vi posto la recensione di una birra d’abbazia che ho assaggiato ieri sera! 
A mio parere l’ho trovata ottima!

La St. Bernardus Abt 12 è una delle birre di abbazia più conosciute e stimate di tutta Europa. E’  un prodotto classico in cui ogni vecchia e sacra regola di produzione viene tutt’ora rispettata alla lettera e tramandata da mastro birraio in mastro birraio. Nonostante sia una birra doppio malto con volume alcolimetrico pari al 10,50%, la St. Bernardus Abt 12 è dolce al palato e si sposa perfettamente con i formaggi e la selvaggina di penna. La St. Bernardus Abt 12 si presenta con un insolito colore marrone e con un gusto unico; sono spiccati i sapori di nocciola e frutta, l’odore ricorda molto quello di bosco e nel retrogusto è distinguibile un deciso sentore di caramello e di banana matura. La temperatura ideale per gustare meglio questa birra va dagli 8 ai 12 gradi.

St. Bernardus

Le birre d’abbazia sono prodotte con l’antico metodo dell’alta fermentazione; generalmente sono corpose, di forte contenuto alcolico e si richiamano alle birre che venivano anticamente prodotte in numerose abbazie belghe. Solitamente non viene prodotta in abbazia, ma secondo ricette di antichi monasteri.

Muggiò – Elezioni Comunali 2009

Sono arrivati finalmente i risultati finali delle elezioni comunali di Muggiò!

CANDIDATI A SINDACO
Pietro Zanantoni (pdl, lega nord, brianza 2009) ha ricevuto 7.675 voti pari al 54,83% – Carlo Fossati (pd, idv, rifondazione comunista, con Fossati per Muggiò, sinistra per Muggiò) ha ricevuto 5.870 voti pari al 41,94% – Lino Zomer (udc) ha ricevuto 452 voti pari al 3,23%.

VOTI DI LISTA
PDL ha ricevuto 5.234 voti pari al 40,08% – Lega Nord ha ricevuto 1.465 voti pari al 11,22% – Brianza 2009 ha ricevuto 579 voti pari al 4,43% – PD ha ricevuto 2.812 voti pari al 21,53% – IDV ha ricevuto 515 voti pari al 3,94% – Rifondazione Comunisti Italiani  ha ricevuto 836 voti pari al 6,40% – Con Fossati Per Muggiò ha ricevuto 896 voti pari al 6,86% – Sinistra Per Muggiò ha ricevuto 268 voti pari al 2,05% – UDC ha ricevuto 453 voti pari al 3,47%

SEGGI
PDL  9 – Lega Nord 2 – Brianza 2009 1 – PD 5 – Con Fossati Per Muggiò 1 – Rifondazione Comunisti Italiani

I risultati parlano chiaro: Pietro Zanantoni è stato eletto sindaco di Muggiò superando di 1.805 voti Carlo Fossati. A questo proposito vorrei portarvi a conoscenza del comunicato stampa della Lega Nord di Muggiò, pubblicato martedì 26 maggio 2009 sul Giornale di Monza, il quale parla della coalizione: “La Lega Nord di Muggiò, non certo per decisione propria, si è trovata in coalizione con il PDL; in caso di affermazione ci aspetta un duro lavoro, certamente non solo per il governo della città. Sappiamo con chi abbiamo a che fare, ma faremo la nostra parte con coerenza, ascoltando soprattutto le voci della gente e non gli “Amici”. Il nostro stomaco non è predisposto a digerire tutto. Siamo facili al rigurgito!” Come può una coalizione del genere governare a Muggiò senza problemi!?! Soprattutto, come fa a reggere!?!

Grazie Carlo per questi 5 anni!

Carlo Fossati(Carlo Fossati)

I diari della motocicletta

Oggi pomeriggio, in televisione, hanno trasmesso uno dei film a cui sono più legato:
” I diari della motocicletta”

i diari della motocicletta

Il film ripercorre il lungo ed avventuroso viaggio intrapreso dal giovane Ernesto Guevara ed il suo amico Alberto Granado attraverso l’America Latina, inizialmente in sella alla motocicletta di quest’ultimo (la Poderosa) e successivamente a piedi o con i più disparati mezzi di fortuna. Guevara è ancora uno studente della facoltà di medicina, prossimo alla laurea, mentre Alberto è un giovane biochimico che lavora in un ospedale locale. Le tappe fondamentali del loro viaggio sono Machu Picchu ed il lebbrosario di San Pablo, che permetteranno al giovane protagonista di osservare con i propri occhi e sperimentare sulla propria pelle quella che è la vera realtà sociale sudamericana: un continente povero, la cui popolazione vive di stenti ed è profondamente straziata dai sistemi economici utilizzati. Il film scorre veloce e divertente, con i due amici ai quali capitano ogni sorta di avventure e disavventure, sempre uniti, sempre a borbottare, sempre insieme ad affrontarle tutte. Pochissimi sono i riferimenti a quello che sarà il futuro di Ernesto, poco o nulla della sua maturazione ideologica e politica, ma la messa in scena toccante e sincera di due amici che corrono in cerca di qualcosa che non capiscono bene, ma che sentono come assolutamente necessario per il loro essere interiore.

Stufato Irlandese

Buongiorno cari lettori!!! Come potete notare il blog simooosanvi ha cambiato aspetto!!! Ad innaugurare il nuovo tema è un post gastronomico che tratta di una ricetta della tradizione irish : “Lo stufato irlandese alla guinness”

Per la preparazione di questo piatto dobbiamo procurarci i seguenti ingredienti: 1 kg di carne di manzo per lo spezzatino (o spalla di agnello), 4 patate, 2 cipolle, 3 carote, un bicchiere e mezzo di birra guinness, sale e pepe, del timo.

Prendiamo una pentola e mettiamo sul fondo uno strato di patate, cipolle e carote (ovviamente tagliate). Mettiamo la carne (tagliata in parti non tanto grosse) e sistemiamo sopra di essa le restanti verdure. Spolverizziamo con un cucchiaino di timo, aggiustiamo di sale e pepe e copriamo il tutto con acqua. Accendiamo il fuoco e facciamo cuocere per circa un ora. Passato questo tempo aggiungiamo la guinness, abbassiamo il fuoco e facciamo cuocere per un altra oretta facendo attenzione ad aggiungere altra acqua se la pietanza dovesse asciugarsi.

stufato irlandese

Mi raccomando, lo stufato va accompagnato rigorosamente con la guinness…
scordiamoci per una volta il vino!

Ettore Giuradei

ettore giuradei

Oggi volevo presentarvi un giovane cantuatore bresciano classe 1981 ritenuto dai critici uno degli autori più innovativi, soprattutto nella costruzione dei testi, di questi ultimi tempi; il suo nome è Ettore Giuradei. A Giuradei l’etichetta “cantautore” calza a pennello: tanto De André nei suoi brani, ma anche De Gregori e Capossela. Ettore ha due dischi alle spalle, “Panciastorie” e “Era che così”, due dischi molto differenti tra loro: il primo molto rockeggiante ed elettrico mentre il secondo molto più acustico con atmosfere folk, blues, jazz. Era che così si può definire il capolavoro dell’artista grazie soprattutto agli arrangiamenti curati dal fratello Marco Giuradei dove nel cd ci delizia con il suo magico pianoforte. E’ una boccata d’aria fresca soprattutto per gli amanti del cantautorato estremo, ma anche per i curiosi, per gli insofferenti, per gli annoiati, per tutti coloro che desiderano ascoltare una piccola evoluzione del genere più imbalsamato. Il consiglio che vi do è quello di informarvi sui suoi concerti e appena possibile di andarlo a vedere perchè rimarrete folgorati dalla sua musica e dai suoi testi e increduli sulla sua presenza scenica molto coinvolgente e skizzofrenica!

Storie insolite!

“Un ragazzo tentò di scappare dai ribelli, ma fu preso…Le sue mani furono legate, poi essi costrinsero noi, i nuovi prigionieri, a ucciderlo con un bastone. Io mi sentivo male. Conoscevo quel ragazzo da prima, eravamo dello stesso villaggio. Io mi rifiutavo di ucciderlo ma essi mi dissero che mi avrebbero sparato. Puntarono un fucile contro di me così io lo feci. Il ragazzo mi chiedeva: perché mi fai questo? Io rispondevo che non avevo scelta. Dopo che lo uccidemmo essi ci fecero bagnare col suo sangue le nostre braccia e ci dissero che noi dovevamo far questo così non avremmo avuto più paura della morte e non avremmo tentato di scappare. Io sogno ancora il ragazzo del mio villaggio che ho ucciso. Lo vedo nei miei sogni, egli mi parla e mi dice che l’ho ucciso per niente, e io grido.” (Susan, 16 anni, rapita dal Lord’s Resistance Army, in Uganda)

I bambini vengono utilizzati in guerra in tre modi principali: direttamente nelle ostilità, in ruoli di supporto (vedette, messaggeri, spie), oppure come strumenti politici (scudi umani o strumenti di propaganda).

In molti paesi dell’africa meridionale i bambini sono spesso soggetti a questo tipo di sfruttamento: alcuni ex-bambini soldato hanno rilasciato testimonianze in cui raccontano la vita dell’esercito e gli orrori a cui venivano costretti; alcuni di loro, dopo esser stati drogati, attaccavano i loro stessi villaggi e molte volte involontariamente uccidevano parenti e amici.

In diversi momenti della storia e in molte culture, i minori sono stati coinvolti in campagne militari anche quando la morale comune lo riteneva riprovevole. A partire dagli anni settanta sono state firmate numerose convenzioni internazionali allo scopo di limitare la partecipazione dei bambini ai conflitti; nonostante questo, sembra che l’utilizzo dei bambini soldato negli ultimi decenni sia in aumento.

“Ho paura di avere contratto delle malattie sessuali perché ho sempre dolore alla pancia. I Mai-Mai mi hanno violentato a turno in 12. Pensavo di morire. Mi hanno sbattuto talmente forte a terra che in parte ho perso l’udito. Da allora ogni notte ho gli incubi, mi sento una nullità. Ricordo ancora addosso i loro pesi, come cicatrici indelebili, e a volte vorrei strapparmi via la pelle. Ora sono cresciuta e ancora desidererei che qualcuno mi raccontasse le favole per riuscire a dormire. Sono grande, ma a tratti sento di avere cinque anni, a tratti cento. Amo tanto la vita e la gente, non si può capire quanto… Vorrei riuscire a provare le sensazioni normali che provano gli altri, a fermare il tormento inarrestabile dei miei ricordi, per iniziare a fare sogni sereni…Come loro.” (Ngelima, ex minore combattente del Congo)

bambino soldato

(ex bambino soldato durante i corsi di recupero psico-sociale gestiti dall’ organizzazione non governativa Avsi)