Io, se fossi Dio
Il Giangi è da un po di tempo che mi dice di ascoltare “Io,se fossi Dio” del grande Giorgio Gaber. A me Gaber è sempre piaciuto ma non mi è mai capitato di ascoltare questa canzone in cui il testo si scaglia contro tutti : borghesi, giornalisti, democristiani, radicali, socialisti, bigotti ecc. La canzone è stata censurata ed era considerata così pericolosa che nessun discografico ha mai voluto pubblicarla!
Gaber l’ha perciò prodotta in proprio e il disco ha per questo avuto un sistema di vendita molto particolare (circolava clandestinamente). Gaber si scaglia soprattutto senza pietà contro Aldo Moro, lo statista assassinato nel 1978 dalle Brigate Rosse. Ora prendo in esame la parte, secondo il mio parere, più dura della canzone. Le scritte in grassetto sono le parti del testo originale. A Dio i martiri non gli hanno mai fatto cambiare giudizio : Anche se le Brigate Rosse hanno commesso dei crimini uccidendo politici e uomini delle istituzioni, Gaber non cambia il suo giudizio su quei politici e su quegli uomini. Un politicante qualunque, se gli ha sparato un brigatista, diventa l’unico statista : Quando Moro venne assassinato, i compagni di partito e perfino avversari corsero ad elogiarlo, a dire che era un grande uomo di stato, forse l’unico statista. Gaber ricorda a tutti però che finché Moro era vivo era considerato in ben altro modo dai suoi avversari e in particolare dall’estrema sinistra. Era considerato un politico da due soldi, opportunista e pericoloso. Oggi ascoltando la canzone forse si sente solo in parte la violenza di questo attacco. Ma nel 1980, a due anni dalla morte di Moro, sentire queste parole contro chi era da tutti considerato un martire, era davvero scioccante. In conclusione Gaber attacca ancora più forte Moro e la Democrazia cristiana : Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana è il responsabile maggiore di trent’anni di cancrena italiana. Avrei anche il coraggio di andare dritto in galera, ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora quella faccia che era!

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