Dalla musica punk filosovietica a Papa Ratzinger

Oggi parlo di un grande personaggio di cui mi ha colpito la sua storia; Giovanni Lindo Ferretti. Giovanni inizia la sua cariera musicale fondando il gruppo punk CCCP Fedeli alla linea (considerati uno dei gruppi più importanti d’Europa). La caduta del muro di Berlino, avvenuta il 9 novembre 1989, e le conseguenze nei paesi del blocco di Varsavia saranno, la causa principale dello scioglimento del gruppo. Nel 1992 nascono i CSI, formati dall’unione della metà dei primi Litfiba e dai rimanenti CCCP (Ferretti e Zamboni). Varie incomprensioni e l’abbandono di Massimo Zamboni porteranno poi allo scioglimento del gruppo e alla nascita dei PGR. Dopo un passato nell’estrema sinistra extra-parlamentare di Lotta Continua, Giovanni negli ultimi anni ha riscoperto le proprie origini cattoliche. Ferretti dichiara la scoperta dei testi del papa Ratzinger e di cattolici come don Giuseppe Dossetti. Grazie all’incontro con il movimento di Comunione e Liberazione, ha partecipato all’edizione 2007 del Meeting di Rimini, parlando ad un incontro sui preti della Fraternità Sacerdotale di San Carlo Borromeo. La vita è tutta raccontata nel suo libro : “Reduce“. Un romanzo che racconta le tappe di una vita come se fosse un viaggio, in cui l’esistenza personale si collega al mondo globale. Ferretti riscopre attraverso i viaggi la strada di casa, quella che lo riporterà sulle montagne della sua terra, ad allevare cavalli. Giovanni oggi vive nella casa di famiglia in un paese che non arriva a 100 anime, sull’Appennino emiliano a pochi chilometri dalla Toscana. Studia, canta, scrive e legge, soprattutto Ratzinger. Vale la pena soffermarsi sulla sua storia che l’ha portato da Spara Yuri agli inni alla Madonna. Lavora soprattutto sulla musica sperimentale e sacra. È probabilmente l’unico neoconservatore dossettiano del panorama mondiale. Ferretti parla spesso di dolore, dato che ha avuto malattie gravi, è stato operato sette volte e gli è stato asportato un cancro al polmone (nonostante questo fuma ancora una cinquantina di sigarette al giorno). Giovanni dice : Certo, sono cambiato, ma per me è stato consequenziale. Sono stato educato da mia nonna e dai miei genitori, da cattolico. Ma sono stato anche figlio del Sessantotto e ho volontariamente aderito al comunismo, questa pestilenza dell’animo che si è rubata i figli migliori delle nostre famiglie. In un certo senso, sono tornato a casa. Ma non sopporto l’idea di essere anticomunista con lo stesso livore stupido di come sono stato ateo e bestemmiatore per anni. I cliché del convertito, però, su Ferretti non fanno presa. Se c’è da cantare Fedeli alla linea la canto. Non abiuro i miei errori, sarebbe troppo comodo.

Lascia una Risposta